Automotive 2026
Automotive 2026: un settore in trasformazione tra elettrificazione, nuovi equilibri produttivi e filiera industriale

Il mercato automotive nel 2026: crescita moderata, ma scenario complesso
Il 2026 si presenta come un anno di transizione per il settore automotive. A livello globale, secondo le previsioni di S&P Global Mobility, le vendite di veicoli leggeri dovrebbero rimanere sostanzialmente stabili, intorno a 91,8 milioni di unità. La produzione mondiale è stimata a circa 92,6 milioni di veicoli, in lieve calo dello 0,4% rispetto all’anno precedente. Il dato conferma un mercato non fermo, ma più selettivo, condizionato da costi, politiche commerciali, incertezza sulle forniture e cambiamento delle motorizzazioni. (S&P Global)
In Europa il quadro è meno negativo, ma comunque prudente. S&P Global Mobility prevede per l’area Europa occidentale e centrale una crescita delle vendite di circa 260.000 unità nel 2026, fino a 15,4 milioni di veicoli, sostenuta da redditi reali in miglioramento, inflazione più bassa e mercato del lavoro ancora resiliente. Allo stesso tempo, però, la produzione europea è attesa in lieve flessione, con una riduzione dello 0,9% a circa 14 milioni di unità. (S&P Global)
Elettrico e ibrido: la transizione continua, ma non in modo lineare
Uno dei temi centrali del 2026 è l’elettrificazione. I veicoli elettrici continuano a crescere, ma il mercato non si muove più in modo uniforme. Sempre secondo S&P Global Mobility, le vendite globali di auto elettriche a batteria dovrebbero raggiungere circa 17,4 milioni di unità nel 2026, pari a circa il 19% del mercato globale. Considerando anche plug-in hybrid e range extender, i veicoli elettrificati potrebbero arrivare al 30% delle vendite mondiali. (S&P Global)
In Europa, i dati ACEA del primo trimestre 2026 mostrano chiaramente il cambiamento del mix di alimentazione: le auto elettriche pure hanno raggiunto il 19,4% del mercato UE, in crescita rispetto al 15,2% dell’anno precedente; le ibride hanno conquistato il 38,6% del mercato, confermandosi la scelta più diffusa tra i consumatori; benzina e diesel, insieme, sono scesi al 30,3%, contro il 38,2% del primo trimestre 2025. (ACEA)
Questo significa che la transizione non è solo “elettrico contro termico”. Il 2026 conferma una fase più articolata: l’elettrico cresce, ma l’ibrido resta una soluzione di passaggio molto forte, soprattutto dove infrastrutture di ricarica, prezzo d’acquisto e abitudini dei clienti rendono più graduale il cambiamento.
L’Italia: mercato in recupero, ma ancora lontano dai livelli pre-crisi
Anche il mercato italiano mostra segnali positivi, ma senza un vero ritorno ai livelli precedenti. Secondo UNRAE, ad aprile 2026 sono state immatricolate 155.210 nuove auto, con una crescita dell’11,6% rispetto ad aprile 2025. Il primo quadrimestre ha raggiunto 640.083 unità, pari a +9,8% sullo stesso periodo dell’anno precedente. Tuttavia, la previsione per l’intero 2026 è stata rivista a 1.530.000 immatricolazioni, praticamente stabile sul 2025 ma ancora inferiore del 20,2% rispetto al 2019. (unrae.it)
Sul fronte produttivo, ANFIA segnala un recupero dell’industria automotive italiana: a marzo 2026 l’indice della produzione automotive è cresciuto del 14,8% rispetto a marzo 2025, mentre nel primo trimestre l’incremento è stato del 13,6%. Anche la produzione di parti e accessori per autoveicoli è aumentata del 5,5% nel mese e del 6,3% nel cumulato. (anfia.it)
Resta però un settore sotto pressione. L’Osservatorio ANFIA sulla componentistica automotive italiana indica che nel 2024 la filiera contava 2.134 imprese, circa 168.000 addetti e 55,5 miliardi di euro di fatturato, ma con una contrazione dei ricavi del 6,0%. Il dato conferma che la filiera italiana ha ancora una base industriale importante, ma deve affrontare una trasformazione strutturale. (anfia.it)
Per la filiera degli stampi cambia il modo di lavorare
Per le aziende che operano nella meccanica, negli stampi e nelle lavorazioni conto terzi, il 2026 non è solo un anno di mercato: è un cambio di metodo. L’automotive richiede componenti sempre più complessi, tempi più rapidi, maggiore precisione e capacità di adattarsi a progetti diversi, spesso legati a nuove piattaforme elettriche, ibride o multimateriale.
In questo contesto si inserisce l’attività di Copy Srl, azienda di Coccaglio specializzata dal 1996 nella realizzazione e copiatura di stampi, con lavorazioni di sgrossatura e finitura di matrici e punzoni per conto terzi. Copy realizza stampi anche per il settore automotive e lavora su componenti come plance, paraurti, cofani, parafanghi e cruscotti, utilizzando centri di lavoro e macchinari dedicati alla fresatura, alla foratura e alla copiatura di stampi. (Copy Stampi)
La richiesta del mercato va sempre più verso fornitori capaci di garantire precisione, flessibilità e affidabilità. Non basta produrre uno stampo: serve saper interpretare il progetto, lavorare materiali diversi, rispettare tolleranze stringenti e supportare tempi di sviluppo industriale sempre più compressi.
Competizione globale e nuove pressioni sui costi
Un altro elemento chiave del 2026 è la pressione competitiva dei costruttori cinesi, soprattutto nei segmenti elettrici e ibridi. S&P Global Mobility stima che i marchi di origine cinese abbiano rappresentato circa il 26,5% della produzione globale nel 2025 e possano salire intorno al 27,4% nel 2026. La produzione fuori dalla Cina dovrebbe passare da circa 1,1 milioni di veicoli nel 2025 a 1,6 milioni nel 2026, segnale di una crescente internazionalizzazione. (S&P Global)
Questo scenario produce un doppio effetto. Da un lato aumenta la competizione sui prezzi e sull’offerta tecnologica. Dall’altro spinge i produttori europei a rivedere piattaforme, tempi di sviluppo, costi industriali e organizzazione della supply chain. Per i fornitori specializzati, la capacità di rispondere rapidamente a nuove esigenze progettuali diventa un fattore decisivo.
Il 2026 non è un anno di attesa: è un anno di selezione
La situazione automotive nel 2026 non può essere letta solo come crisi o ripresa. È piuttosto una fase di selezione. Il mercato cresce in alcuni segmenti, rallenta in altri, cambia alimentazione, cambia geografia produttiva e cambia il rapporto tra costruttori e fornitori.
Per la filiera italiana, il punto centrale sarà mantenere competenze industriali solide, investire in tecnologie di lavorazione avanzate e rimanere partner affidabili per un settore che richiede sempre più precisione, velocità e capacità di adattamento. Nel mondo degli stampi, questo significa continuare a presidiare qualità, macchinari, esperienza tecnica e servizio al cliente.
In un automotive sempre più elettrificato, competitivo e internazionale, il valore della manifattura specializzata resta centrale. Cambiano i veicoli, cambiano i materiali e cambiano le piattaforme, ma la qualità dello stampo e della lavorazione resta una base concreta dell’industria automobilistica.



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